Osservazioni satellitari hanno rilevato un aumento delle zone verdi nella foresta amazzonica dopo un periodo di siccità prolungato. Le rilevazioni si riferiscono all’estate particolarmente arida del 2005, i ricercatori dell’Università di San Paolo del Brasile hanno esaminato i dati raccolti dal sensore orbitale Modis, della Nasa, che fotografa la Terra. Le osservazioni potrebbero essere un segnale positivo riguardo alla stabilità, almeno nel breve periodo, di questo ecosistema, in controtendenza rispetto ai modelli in uso che prefigurano la costante e inesorabile desertificazione della foresta amazzonica.
In condizioni di carenza di acqua, le piante riducono la traspirazione e l’attività fotosintetica: la conseguente minore evaporazione rallenta la formazione delle nubi, contribuendo a intensificare la siccità. I ricercatori hanno però constatato che questo effetto a catena potrebbe indurre, a conti fatti, un incremento nella produzione di clorofilla con conseguente aumento dell’attività fotosintetica, poiché la minore nuvolosità comporta una maggiore esposizione alla luce solare. Cosa che però si verificherebbe solo per le piante con radici profonde, in grado di sopravvivere captando l’acqua dal terreno anche in condizioni di siccità estrema. Lo studio sembra indicare che la foresta può essere più resiliente di quanto prevedono molti modelli, soprattutto in risposta ad anomalie climatiche di breve durata. Ciò non toglie, comunque, che gli ecosistemi siano vulnerabili a tutti gli altri fattori di stress, come la deforestazione e le altre attività umane, che si vanno ad aggiungere alle condizioni climatiche estreme.
Quanto osservato dimostra la necessità di migliorare i modelli, integrandoli con osservazioni in tempo reale. A tal fine sarà fondamentale studiare la risposta della foresta a siccità più prolungate, che potrebbero verificarsi per effetto del Niño, o a causa dei cambiamenti climatici a lungo termine.

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